Sulle tracce di Elena

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Una mattina, prima dell’alba, esci dal portone di casa e, a piedi, vai in C.so Martiri della Libertà 25, dove viveva tua nonna Elena, che qualcuno ti ha detto essere stata la prima donna a salire sull’Adamello, in compagnia di Plem. Con te c’è tua moglie e Filippo, il figlio della sorella di tua nonna, e con loro attraversi il centro storico della tua città, silenzioso ed affascinante, raggiungi Nave, sali al santuario di Conche, poi all’eremo di San Giorgio, poi scendi al passo del Cavallo, raggiungi Lodrino e Marmentino, i Piani di Vaghezza, il Monte Ario, l’Alpe Pezzeda, la Corna Blacca, il Dosso Alto, il Passo Maniva, il Passo Crocedomini ed il rifugio Tita Secchi, al Lago della Vacca, dove tua moglie, dopo 5.500 mt di dislivello positivo, 2840 negativo e 76 km di sviluppo, decide, a malincuore, di rincasare fermata forzosamente da una brutta tendinite e da piaghe invalidanti. Prosegui l’indomani con FIlippo, ma, dopo avere sentito, visto e contato 11 fulmini nel valicare il passo Brescia, decidi di fermarti al rifugio Maria e Franco dove, in compagnia del rifugista Giacomo e dell’ospitale consorte, trascorri dei momenti molto particolari. Riparti, sempre in compagnia di FIlippo, e, dopo avere percorso le panoramiche Creste di Ignaga, arrivi al rifugio Lissone dove incontri Ottavio che si unisce nel cammino. Valichi il Passo Poia fino al Prudenzini ed il passo Miller fino al Gnutti, dove trovi anche Giulio, Lilly e Fabio.
Visto che sei lì, alle 5:00 a.m., decidi di salire sull’adamello dalla viaTerzulli, in compagnia di Ottavio e Fabio.
Dalla vetta, guardando il Piandineve imbiancato dalla nevicata di due giorni prima, in una mattina di cielo sereno, sentendoti vicino a nonna Elena ed a tutti i tuoi cari che hanno goduto in passato della medesima vista, dopo quattro giorni, 5 ore e 40 minuti di cammino e 9.700 mt di dislivello positivo, ti dici: “”è stata proprio una bella passeggiata!”.
Grazie a Giovanna, Filippo, Ottavio, Giulio, Lilly e Fabio.