Quando Aldo viene a conoscenza della Susitna 100, viene subito affascinato dall’ idea di conoscere una parte del pianeta che ancora conserva intatta la propria bellezza: l’Alaska.

Il territorio dell’Alaska è poco infrastrutturato, data la bassissima tensione abitativa, e rappresenta non solo la regione più fredda degli Stati Uniti, ma uno dei posti più inospitali del pianeta.
In questo ambiente i fiumi ed i laghi restano ghiacciati per la maggiore parte dell’anno, consentendo ai lupi ed alle alci di dominare incontrastati il loro habitat. Nel mese di febbraio il giorno e la notte si tengono per mano a lungo e, prima di cedere il passo l’uno all’altra in un lento crepuscolo, è possibile danzare con l’aurora boreale. Le temperature invernali variano da un massimo di +2°C ad un minimo di -40°C.

In questo scenario un centinaio di atleti provenienti d tutto il mondo si ritrova da qualche anno per percorrere 160 km (100 miglia) in autosufficienza ed entro un tempo massimo di 48 ore. La Susitna 100 parte da Big Lake, percorre parte del trail della mitica Iditarod e può essere affrontata in tre categorie: runner, bikers e skiers. Il trail di gara si snoda tra fiumi e laghi ghiacciati segnando un ideale lollipop (leccalecca). Lungo il percorso non si può chiedere aiuto a nessuno, pena la squalifica e si ha l’obbligo di firmare un registro, certificando il proprio passaggio, in ciascuno dei 7 check points previsti.

Per l’autosufficienza è necessario avere con se una slitta, un sacco a pelo, un fornello per sciogliere l’acqua, almeno 3.000 kcal di cibo, una pila frontale e quant’altro necessario per bivaccare lungo il percorso.

Aldo ha partecipato nella categoria runner ed ha coperto i 160 km in 34 ore raggiungendo l’ambito obiettivo di essere un finisher.